I commenti dei visitatori sono sempre ben accetti, ma saranno pubblicati solo se firmati. Grazie :-)

mercoledì 26 ottobre 2011

Val di Mello


Acqua come in Sardegna, ma siamo ai 1000 mt. slm. Da qui parte il sentiero che domenica abbiamo percorso allo scopo di esplorare territori per noi nuovi ed alla ricerca di paesaggi diversi da quelli sino ad adesso fotografati.
La zona è piuttosto bella e suscita grandi emozioni.

venerdì 14 ottobre 2011

Argiope Bruennichi


Nome scientifico: Argiope bruennichi (Scopoli, 1772)
Classificazione:
Araneomorphae; Famiglia:
Araneidae
Nomi comuni: wasp spider, zebra spider, ragno vespa, ragno zebra, Argiope fasciata (i nomi comuni evidenziano la caratteristica morfologica principale di questo ragno, l’avere l’opistosoma variegato).
Diffusione: tutta l'Europa, esclusa la parte settentrionale della Svezia e la Norvegia.
Abitudini: ragno diurno, vive al centro della sua ragnatela, differenziandosi in ciò da altri araneidi con abitudini similari. Non appena una preda (principalmente ortotteri, o altri insetti volanti anche piuttosto grandi) rimane intrappolata, l'Argiope l'avvolge emettendo dalle filiere una grande quantità di seta e, contemporaneamente, la morde più volte. Quindi la vittima viene portata al centro della tela per cibarsene. Nottetempo il ragno ricostruirà la parte della ragnatela danneggiata.
Particolarità: la tela di questo ragno presenta un particolare disegno a zig-zag (detto stabilimentum), disposto in verticale, appena sotto il centro. Sulla presenza di questo “ricamo”, un vero e proprio rompicapo per gli studiosi, sono state formulate numerose ipotesi: una delle più antiche sostiene che serva a rendere la tela più stabile. Altri ricercatori hanno pensato ad una semplice eccedenza di materiale oppure che serva per rendere meno visibile il ragno in attesa della preda. Un'ultima ipotesi è che sia un sistema per rendere la tela più visibile onde evitare che volatili o piccoli mammiferi la possano distruggere.
Habitat: è un ragno che si adatta bene ad una grande varietà di ambienti. L’unica necessità è la presenza di una zona più o meno ampia dove il ragno possa tessere. Personalmente ne ho rinvenuti molti nelle piccole fosse (avevano tessuto la tela da sponda a sponda) che delimitano aree sia incolte che coltivate e nelle zone di macchia mediterranea molto aride, in prossimità di litorali sabbiosi. In zone boscose, ho notato la sua presenza vicino a piante di Rubus fruticosus (rovo selvatico), sfruttate come supporto strutturale della ragnatela.
Aggressività: scarsa: se disturbato mette in atto una strategia difensiva molto particolare: rimanendo al centro della tela, le imprime un movimento oscillatorio molto rapido, per un tempo che può variare dai 15 ai 30 secondi. Se questa tattica di "dissuasione" non ha effetto sceglie la fuga pur rimanendo nei paraggi fino a minaccia cessata. In caso di eventuale morso, gli effetti del veleno sono blandi; si avverte il dolore causato dall’azione meccanica dei cheliceri e un'arrossamento della parte interessata. I sintomi scompaiono nell’arco di alcune ore.
Rapidità di crescita: si tratta di un ragno stagionale dalla crescita molto rapida. I piccoli nascono a primavera inoltrata, e maturano sessualmente verso la fine di agosto.

giovedì 29 settembre 2011

Secco e solitario

Ho applicato a questa immagine un effetto "draganizzato"
Lasciate il vostro parere utilizzando il link sotto l'immagine. Per farlo accedere al Blog.
Grazie!

sabato 16 luglio 2011

Ricordi


E' strano come la visione di una foto porti in dietro nel tempo facendo riaffiorare sensazioni quali profumi, sapori ed emozioni vissute nel passato.
Ma in definitiva non è questo lo scopo che ci spinge a bloccare momenti unici con uno scatto?!

lunedì 28 marzo 2011

venerdì 25 marzo 2011

venerdì 21 gennaio 2011

Calafuria (Li)

Ogni anno, più o meno nello stesso periodo, ci torno ed è sempre un'emozione.


martedì 11 gennaio 2011

Dilemma: Elaborazione si o elaborazione no?!

Ciao a tutti,
inauguro questo nuovo anno con una foto scattata all'alba del 5 gennaio nel padule di Fucecchio.
La prima foto (qui sotto) è come acquisita dalla fotocamera, è stata unicamente fatta la convezione del file DNG in JPG.


La foto successiva rappresenta lo stesso file DNG leggermente elaborato e convertito in JPG per la pubblicazione su questa pagina.


Nel momento in cui ho visto il file originale mi sono detto che era "buono"; ho comunque provato ad apportare un lieve ritocco e quando ho confrontato le due immagini il dilemma è sorto spontaneo: meglio la prima o la seconda versione?